Un suono evocativo che tutti portiamo nella memoria sin da bambini, un suono impresso nel cuore, capace di emozionarci profondamente. Risentire questo suono dopo oltre sei mesi ci ha fatto respirare, come se fossimo stati in apnea per tutto questo tempo.

La fatica di mesi e mesi di lavoro intenso spesso fino a tarda sera, di didattica a distanza, di documentazione, approfondimento e sperimentazione sui criteri di sicurezza, di ansie, preoccupazioni, notti insonni, improvvisamente scompare al suono della campanella, accompagnato dai primi visi di bambini e ragazzi, protetti dalle loro mascherine, che hanno ridato voce, vita e colore alla scuola.

Occhi curiosi e attenti, felici di tornare nel loro ambiente naturale e non più dietro uno schermo, compagni di scuola, docenti, visi conosciuti e rassicuranti. Si muovono con serena prudenza, con quell’innata saggezza che solo i bambini sanno avere. Vivono una nuova avventura, senza paura e con la consapevolezza che le nuove regole li proteggono, ancora per qualche tempo.

In questo momento la ragione, almeno per qualche istante, si nasconde e lascia libera di esplodere la gioia di vedere nuovamente a scuola i nostri bambini e i nostri ragazzi, coloro a cui abbiamo scelto di dedicare la nostra vita, non solo il nostro lavoro. Il cuore batte forte, gli occhi si gonfiano, emozioni si alternano e ci sconvolgono. Verrebbe voglia di gridare: “Finalmente!”.

Poi bisogna subito cambiare registro. Dobbiamo essere razionali, attenti, pronti ad affrontare eventuali criticità. Organizzare, chiarire, cambiare, parlare con le famiglie, con il personale, con gli alunni. Verificare che tutto vada come deve. Per i bambini deve cambiare poco, noi adulti dobbiamo cambiare molto. La cura e l’attenzione consuete vanno moltiplicate, dobbiamo proteggere chi ci viene affidato nel migliore dei modi, con lucidità e determinazione.

Ancora qualche mese, speriamo. Aneliamo tutti a tornare come eravamo, a quella normalità da cui un microrganismo ci ha allontanati. Ciascuno di noi ha superato tanti ostacoli nella vita, personalmente, in famiglia o in gruppo. Questa volta dobbiamo essere insieme, una sola voce, un grande unico organismo in grado di proteggere i nostri piccoli e le nostre famiglie.

Vinciamo noi!

Buon anno scolastico a tutti.

                                                                                                                    LA DIRIGENTE

                                                                                                                Grazia Anna Monaco