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Martina Franca: a scuola la storia vera del ragazzo fuggito dall’Afghanistan dei talebani
ENAJATOLLAH AKBARI INTERVISTATO DAGLI STUDENTI DOPO L'ANALISI DEL LIBRO DI CUI È PROTAGONISTA: UNA VITA FATTA DI MIGRAZIONI, DA LEGGERE PER IMPARARE

SSIG

Le classi della scuola secondaria di I grado dell’I. C. G. Marconi concludono un percorso quadrimestrale di riflessione incentrato sull’attuale questione dei diritti umani e delle dinamiche dei fenomeni migratori. Nel corso delle lezioni inerenti all’espletamento dell’unità di apprendimento prevista, gli alunni avevano avviato un excursus storico sul fenomeno migratorio, partendo proprio dai diffusi spostamenti di masse di italiani verso il nuovo Mondo. In occasione della Biennale delle Memorie era infatti stato rappresentato il racconto “Il lungo viaggio” di Leonardo Sciascia. Successivamente, le classi, guidate dalla docente di lettere, la prof.ssa Fasano Simona, hanno letto ed analizzato il romanzo, ormai caso editoriale, “Nel mare ci sono i coccodrilli, storia vera di Enajatollah Akbari”, confrontando le loro riflessioni in un incontro finale, tenutosi in modalità telematica martedì 18 gennaio, con il protagonista delle vicende raccontate, Enaiatollah Akbari.

La figura di questo ragazzo ha riscontrato subito grande apprezzamento e curiosità negli alunni, i quali hanno empatizzato con il suo vissuto, increduli del susseguirsi di tante difficoltà, esperienze estreme, pericolose, spesso brutali, raccontate però senza compiacimento o sensazionalismi, con un tratto leggero, a volte autoironico.

È stata rivolta un’intervista incentrata sulle emozioni vissute dal protagonista, sulle dinamiche della sua terra originaria, sul tema dell’emigrazione. È stato trattato il tema dell’accoglienza, della diversità, della violazione dei diritti umani, delle resistenze provocate da stereotipi e pregiudizi.

Il racconto della chiusura della scuola da parte dei talebani ha riscontrato un significativo coinvolgimento: “La vita senza scuola è come la cenere”, ha ribadito il protagonista, oggi laureato in Scienze internazionali sviluppo e cooperazione all’Università di Torino con una tesi sul sistema dell’istruzione in Afghanistan. È emersa la semplicità e la purezza della condotta del protagonista nel suo lungo viaggio, la determinazione a liberarsi, cercare una nuova vita, sfuggire ad un destino che altrimenti sarebbe segnato.

Nonostante le vicende del suo viaggio raccontino di sacrifici e rischi, è emerso il valore della gentilezza, definita dall’ospite “Il vestito pulito addosso all’anima”, un atteggiamento che nelle dinamiche relazionali fa la differenza, al punto da “Poter rendere anche la pietra olio buono”. Gli alunni hanno colto il valore della diversità e la necessità urgente di liberarsi dai pregiudizi, troppo spesso rivolti con superficialità alle masse coinvolte in questi complessi fenomeni.

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